Quanto ci vuole per vedere davvero un uomo? Cosa ho imparato al Men’s Pond di Hampstead Heath

Quante volte hai deciso, in un secondo, se un uomo era forte o vulnerabile solo guardandolo da fuori? Io lo faccio quasi ogni giorno senza volerlo, camminando lungo il viale di Hampstead Heath che divide il mio laghetto, il Kenwood Ladies' Pond, da quello degli uomini, il Men's Pond. E in tanti anni ho imparato quanto quel giudizio veloce sia quasi sempre sbagliato.

Due laghetti, la stessa gioia

Prima il laghetto degli uomini, dopo 500 metri quello delle donne: due mondi paralleli a Hampstead Heath che non si toccano mai, eppure si somigliano più di quanto si immagini. Entrambi i prati condividono la stessa gioia di essere lì, lo stesso bisogno di abbassare le onde del sistema nervoso a contatto con l'acqua fredda e la natura. Quello che mi ha sorpreso, nel tempo, è che gli uomini, che di solito non parlano delle proprie emozioni, lì sembrano andarci apposta anche per farlo: per scaricare un peso che si portano addosso da quando sono nati, quello di non poter mai piangere, di dover reggere tutto da soli.

Chi è Ricky, l'artigiano di Highgate

Nel tempo ho imparato a conoscere bene alcuni degli uomini che frequentano quel laghetto. Highgate, il quartiere intorno a Hampstead Heath, è pieno di persone influenti nel modo convenzionale: gente di Westminster, dei media, della pubblicità, accademici di alto livello. Ricky, molto conosciuto in quella comunità, è influente in un modo che non rientra in nessuna casella.

Era dislessico, e settant'anni fa nessuno sapeva ancora cosa fosse la dislessia: a scuola gli dicevano solo che non era fatto per lo studio. La sua famiglia non aveva soldi per comprargli i giocattoli, così aveva imparato a costruirseli da solo. Per anni non ha usato al massimo quello che aveva, la creatività, un'intelligenza razionale acuta, un'intelligenza emotiva enorme, perché la scuola non aveva saputo vedere niente di tutto questo. Poi, un giorno, ha deciso di smettere di tenere quei doni chiusi in cantina.

Ha cominciato a insegnare il legno nel suo laboratorio, Wood That Works, a Highgate, con due studenti. Dopo un anno aveva già una lista d'attesa. Dopo due, ha cominciato a insegnare anche ai minorenni in un istituto penitenziario: li allontana, un pezzo di legno alla volta, dalla strada, dall'alcol, dalla droga, dallo schermo del telefono. Oggi insegna il legno anche alle donne, un mestiere che per abitudine si pensava riservato agli uomini.

Il kintsugi: la crepa che diventa oro

C'è un'arte giapponese, il kintsugi, che ripara la ceramica rotta riempiendo le crepe d'oro: la rottura non si nasconde, diventa ciò che dà valore all'oggetto. Ricky, senza probabilmente conoscere questo nome, insegna la stessa cosa con le mani a ragazzi che la loro crepa l'hanno già scoperta da soli, spesso nel modo più duro. Quando gli ho chiesto cosa lo rendesse felice, mi ha risposto pensando a una guerra o a un blackout: sapere che quei ragazzi, con sega, martello, chiodi e scalpello, saprebbero sopravvivere a qualsiasi difficoltà.

Quello che sento ripetere in studio

Nel mio lavoro clinico con donne italiane a Londra sento raramente parlare direttamente della vulnerabilità maschile, ma la sento riecheggiare in ogni relazione di cui mi raccontano: con i padri, i partner, i figli. E quando lavoro con uomini, italiani o no, sento spesso una variazione della stessa frase, detta con parole diverse: vogliamo essere visti per come siamo davvero, ma quando ci mostriamo vulnerabili qualcuno ci dice che siamo deboli. Poche volte lo dicono con la libertà con cui l'ha vissuto Ricky. Più spesso restano fermi sulla soglia, sospesi tra il desiderio di essere visti e la paura di quello che succederebbe se lo fossero davvero.

La soglia che si decide di attraversare

Ricky quella soglia l'ha attraversata: non ha aspettato il copione che la scuola non gli aveva mai dato. Ha trovato il suo, con le mani. Mi chiedo spesso cosa succederebbe se, davanti agli uomini della nostra vita, restassimo un momento in più a guardare, prima di decidere se quello che mostrano è forza o vulnerabilità.

🌿 Marianna

E tu: quand'è stata l'ultima volta che hai guardato un uomo della tua vita abbastanza a lungo da vedere cosa aveva imparato a nascondere per non essere giudicato?

Questo articolo fa parte di Parole sulla soglia, la mia rubrica settimanale per donne italiane all'estero: arriva prima via email, ogni domenica.

Se vuoi saperne di più su come lavoro, trovi tutte le informazioni su Counselling & Hypnotherapy in Kentish Town, Gospel Oak & Online.

Per approfondire altri aspetti della vita da expat, leggi anche La comunità che cercavo non era italiana: cosa ho imparato al Kenwood Ladies' Pond di Londra  La comunità che cercavo non era italiana: cosa ho imparato al Kenwood Ladies’ Pond di Londra e Il conto che il corpo presenta Perché il corpo crolla proprio quando tutto va bene: l’esaurimento nervoso delle donne italiane a Londra.

Chi è Marianna Trezza

Sono psicoterapeuta italiana a Londra, MA (Hons), Adv. Dip. Cons., MBACP: Full Member del British Association for Counselling and Psychotherapy (n. 572613), con una specializzazione in X-Cultural Adaptation Counselling, il counselling sull'adattamento tra culture, oltre a qualifiche in Therapeutic Counselling (CPCAB, City & Islington College), Advanced Hypnotherapy (GHSC/CMA, Holistic Healing College), Energy Psychology Techniques, Spiritual Life Coaching (CMA) e un Level 5 Health Coaching Diploma (CNM London, Ofqual).

Ho studiato Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Salerno prima di specializzarmi in psicologia, e ho iniziato il mio percorso clinico nel 2003, oltre vent'anni fa, con adolescenti a Youth Reach (Greenwich), adulti vulnerabili a Mind (Tower Hamlets) e bambini a The Place2Be (Cricklewood), prima di dedicarmi alla pratica privata.

Da quattro anni conduco anche il Death Cafe mensile alla Rosslyn Hill Chapel, comunità spirituale unitariana a Hampstead.

Offro counselling, ipnoterapia e health coaching in italiano, inglese e napoletano: a Londra, anche come Walk and Talk a Hampstead Heath, oppure online, per donne italiane all'estero in qualsiasi parte del mondo, e per chiunque viva la sfida del burnout, della solitudine e dell'appartenenza lontano da casa.

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