Marianna Trezza Counselling and Hypnotherapy

COUNSELLING, HYPNOTHERAPY & LIFE COACHING IN HORSHAM & IN KENTISH TOWN / GOSPEL OAK NW5


Connessioni sociali positive: l’ultimo pilastro della medicina dello stile di vita, e le cinque donne che ho incontrato in un chilometro

Un chilometro, cinque donne, un impermeabile rosso

Ero uscita di casa in fretta per comprare qualche verdura, a mezze maniche, con solo un impermeabile rosso addosso. Nel negozio ho incontrato Jenny, inglese, un'amica di tai chi che chiamo sorella, anche se non abbiamo una goccia di sangue in comune: è così che ci chiamiamo tra chi pratica insieme da anni. Non la vedevo da tempo, e rivederla mi ha fatto sentire connessa a una parte di me che avevo lasciato un po' in disparte.

Sono uscita dal negozio, ed è arrivato all'improvviso un freddo pungente, ventoso, che il mio impermeabile leggero non bastava a tenere fuori. Ho camminato velocissima verso casa, e in un solo chilometro ho incontrato altre quattro donne: Barbara, italiana, impermeabile giallo, conosciuta tanti anni fa quando i nostri figli andavano alla stessa scuola; Ann-Fred, francese, designer e giardiniera che a cinquant'anni si è presa un master in ceramica; Anna, italiana, l'amica con cui ho scoperto il piacere di camminare chiacchierando; e sotto casa, Mary, la vicina dello Zimbabwe, a cui era appena morto il suocero. Quel pomeriggio Mary era uscita a raccogliere, nel suo orto, una verdura che le ricorda il suo paese natale. Non me l'ha spiegato quel giorno, lei la sua cultura me l'ha raccontata negli anni, pian piano, diventando amiche: ma in quel momento ho pensato che, dentro un lutto, le servisse proprio quello, sentire le radici attraverso una pianta. Mi sono ritrovata a pensare a noi campani, a quando piantiamo o mangiamo i friarielli qui a Londra: non lo facciamo per spiegare la nostra cultura a qualcuno, lo facciamo perché in certi momenti abbiamo bisogno di sentirci collegate a dove veniamo. Chi vive lontano da casa lo sa: il cibo di famiglia, a volte, è il modo più diretto per restare ancorate a se stesse.

Quattro nazionalità, cinque storie, quattro lingue, in un chilometro. Mi ha fatto pensare a quanto fossi ricca, semplicemente camminando verso casa. È stato il freddo, paradossalmente, a rendere evidente quante persone, ogni giorno, mi fanno stare bene senza che io me ne accorga quasi mai.

Cosa dice la ricerca sulle connessioni sociali

L'American College of Lifestyle Medicine definisce questo pilastro come il coltivare e mantenere relazioni e legami che portano significato e scopo, includendo famiglia, amici, comunità, natura e, per chi lo desidera, una dimensione spirituale. Le fonti ufficiali associano l'isolamento sociale a un rischio più alto di malattie croniche e mortalità prematura, e la solitudine a depressione, ansia, malattie cardiovascolari e declino cognitivo.

Una delle ricerche più note su questo tema è lo studio di Harvard sullo sviluppo adulto, condotto per oltre ottant'anni, uno dei più lunghi mai realizzati sul benessere umano. Il suo attuale direttore, lo psichiatra Robert Waldinger, riassume così la conclusione più robusta: sono le relazioni di buona qualità, non il successo o il patrimonio accumulato, a predire meglio chi resta sano e felice con l'avanzare degli anni. Le persone con legami sociali più solidi mostrano tassi più bassi di diabete, artrite e declino cognitivo, e lo studio indica, come possibile meccanismo, il ruolo delle relazioni nel regolare lo stress.

Anche nelle Zone Blu, le aree del mondo dove si vive più a lungo e meglio, identificate da Michel Poulain e Gianni Pes e diffuse al grande pubblico da Dan Buettner, tre dei nove tratti di stile di vita individuati (i cosiddetti Power 9) riguardano proprio la socialità: appartenere a una comunità, dare priorità alla famiglia, e scegliere con cura le amicizie che si frequentano ogni giorno.

Un pilastro che si allarga, non si restringe

Vale la pena dire che l'ACLM sta proponendo di ampliare il nome di questo pilastro da "connessione sociale" a "connessione" più in generale, per includere anche il legame con la natura e con una dimensione che va oltre il quotidiano. Mi sembra un cambiamento che rispecchia qualcosa che sento vero anche nella mia vita: la connessione con le persone che ho incontrato quel pomeriggio di freddo era la stessa che sento camminando a Hampstead Heath, o nel silenzio di una seduta di tai chi.

Quello che porto in studio

Nel mio lavoro di psicoterapeuta italiana a Londra, con donne che vivono tra due mondi, vedo spesso quanto la solitudine possa diventare invisibile proprio perché normalizzata: si vive lontano da casa, le amicizie vere richiedono tempo per costruirsi, e si finisce per sottovalutare quante persone, in realtà, già ci sostengono. Un esercizio che propongo spesso è semplice: fare, alla fine della settimana, l'elenco di ogni persona con cui si è davvero connesse, anche per pochi minuti. Quasi sempre il numero sorprende, in meglio.

Marianna

E a te, quante parti di te si accendono quando incontri qualcuno, quasi senza che tu te ne accorga?

I sei pilastri, per chi arriva solo ora

Questa puntata chiude una serie di sette articoli nati da un ricordo di mio nonno, che non aprì mai un libro di medicina eppure ne conosceva molti principi. I sei pilastri della medicina dello stile di vita, secondo l'American College of Lifestyle Medicine, sono: un'alimentazione prevalentemente vegetale e integrale, l'attività fisica, il sonno riparatore, la gestione dello stress, l'evitare sostanze nocive, e le connessioni sociali positive, di cui ho parlato oggi. Nessuno di questi pilastri funziona isolato dagli altri: è proprio nel modo in cui si intrecciano, come i rami di un unico albero, che somiglia di più a una vita intera.

Questo articolo fa parte di Parole sulla soglia, la mia rubrica settimanale per donne italiane all'estero: arriva prima via email, ogni domenica. Se vuoi riceverla, scrivimi in privato.


Sono psicoterapeuta italiana a Londra, MA (Hons), Adv. Dip. Cons., MBACP: Full Member del British Association for Counselling and Psychotherapy (n. 572613), con una specializzazione in X-Cultural Adaptation Counselling, il counselling sull'adattamento tra culture, oltre a qualifiche in Therapeutic Counselling (CPCAB, City & Islington College), Advanced Hypnotherapy (GHSC/CMA, Holistic Healing College), Energy Psychology Techniques, Spiritual Life Coaching (CMA) e un Level 5 Health Coaching Diploma (CNM London, Ofqual). Ho studiato Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Salerno prima di specializzarmi in psicologia, e ho iniziato il mio percorso clinico nel 2003, oltre vent'anni fa, con adolescenti a Youth Reach (Greenwich), adulti vulnerabili a Mind (Tower Hamlets) e bambini a The Place2Be (Cricklewood), prima di dedicarmi alla pratica privata. Da quattro anni conduco anche il Death Cafe mensile alla Rosslyn Hill Chapel, comunità spirituale unitariana a Hampstead. Offro counselling, ipnoterapia e health coaching in italiano, inglese e napoletano: a Londra, anche come Walk and Talk a Hampstead Heath, oppure online, per donne italiane all'estero in qualsiasi parte del mondo, oltre a chiunque viva la sfida del burnout, della solitudine, o porti la fatica invisibile di tradurre se stesse ogni giorno: la propria lingua, le proprie emozioni, chi è, nel tentativo di sentirsi finalmente a casa in se stessa.


Se vuoi saperne di più su come lavoro, trovi tutte le informazioni su Counselling & Hypnotherapy in Kentish Town, Gospel Oak & Online. Leggi anche: ‘O ricott’: il decotto della mia infanzia, uno studio su Cava de’ Tirreni e cosa significa per me evitare le sostanze nocive, la puntata precedente della stessa serie.

Fonti: ACLM — Connectedness as Medicine, ACLM — Pillar updates: stress management and social connection, Robert Waldinger — Harvard research reveals the key to living longer and happier, The Science Behind Blue Zones

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