Marianna Trezza Counselling and Hypnotherapy

COUNSELLING, HYPNOTHERAPY & LIFE COACHING IN HORSHAM & IN KENTISH TOWN / GOSPEL OAK NW5


Perché il corpo non guarisce a metà: quello che una cliente mi ha insegnato sul legame tra ansia e alimentazione

Quando la psicoterapia, da sola, cura solo a metà

Da sempre notavo una cosa, in studio: le persone che applicavano solo le tecniche della psicoterapia, senza toccare nient'altro nella loro vita, cambiavano solo in parte. Miglioravano, ma restavano sane a metà. Poi un giorno fu una cliente a insegnarmelo per davvero, anche se lei non lo seppe mai.

(Questa persona ha dato il proprio consenso a raccontare la sua storia, perché altre persone potessero beneficiare della terapia in modo altrettanto completo, come ha beneficiato lei: la sua vita, da allora, è cambiata in meglio. Alcuni dettagli sono stati comunque cambiati apposta, per proteggere ulteriormente la sua identità: quello che resta fedele è il percorso.)

Una cliente che arrivò per l'ansia, non per il cibo

Arrivò da me insoddisfatta di come il suo corpo rispondeva, e dell'ansia che quella insoddisfazione le portava addosso. Con la terapia imparò diverse tecniche di respirazione per calmarla quando arrivava, ed era una donna che, da fuori, aveva già tutto: un lavoro che le piaceva e la faceva sentire realizzata, una vita sociale piena, un grande senso dell'umorismo che la rendeva socievole con chiunque.

Ma ogni anno, all'inizio della primavera, notavo lo stesso schema ripetersi: intensificava la palestra fino a strafare, cominciava le diete più drastiche, in vista di un lungo periodo con amici di sempre, in un altro paese, davanti ai quali voleva mostrarsi allenata.

Il ciclo che tornava ogni anno, sempre uguale

Poi finiva l'estate. Tornava allo stress del lavoro, agli orari tardi, a bere più del solito, a mangiare quasi sempre fuori casa. Rientrando la sera ordinava cibo pronto consegnato a domicilio, spesso costoso ma povero di verdure e di fibre, pieno di fritti e farine raffinate. Mangiava dai contenitori, beveva dalle lattine, non lavava mai un piatto. Andava a dormire tardi con lo stomaco pieno, si svegliava senza essersi riposata, e per reggere la giornata si teneva su con caffè e bevande gassate zuccherate, saltando i pasti veri, abbuffandosi la sera. Sei mesi così, e sei mesi di diete estreme e palestre nuove di zecca: lo stesso ciclo, ogni anno.

Mi raccontava che quando le luci del "palcoscenico" si abbassavano, da sola, sentiva scendere l'ansia. Una volta le feci notare quel pattern di vita smisurata. Mi rispose che non era venuta da me per cambiare stile di vita: era venuta per togliersi l'ansia e il senso di inadeguatezza, con le tecniche di terapia di cui aveva sentito parlare. Le ricerche di cui le avevo accennato, sul legame tra il microbiota intestinale, l'infiammazione e la regolazione dell'umore, e tra le oscillazioni della glicemia e i picchi d'ansia, non le interessavano. Era contenta del suo stile di vita, e non voleva cambiare quello di cui era contenta.

Il lavoro che feci, senza parlare più di cibo

Capii che non era ancora pronta a ricevere quel messaggio. Smisi di parlarne. Cominciai invece a lavorare su altre parti della sua vita: la sua stima di sé, il concetto di volersi bene nel senso di fare il proprio bene, di cautelarsi invece che danneggiarsi, la gentilezza verso se stessa, la cura della propria sensibilità. Seduta dopo seduta, mano a mano che esploravamo il suo passato, la vedevo più riposata, più tranquilla, più soddisfatta.

Quello che cambiò da solo, la primavera dopo

Tornò la primavera. Non mi parlò più di diete drastiche o allenamenti estremi, e io non ne feci menzione, rispettando la sua volontà di non toccare l'argomento. Eppure il suo corpo era diventato più vitale, il viso più riposato, l'atteggiamento più calmo. Le feci da specchio: le dissi cosa notavo, senza aggiungere altro. Mi rispose che anche lei, dentro, si sentiva così. E mi disse che era grata di un consiglio che le avevo dato tempo prima: guardare Ricomincio da capo, il film che consiglio spessissimo in terapia a chi si sente intrappolato a vivere sempre lo stesso giorno. Da quando l'aveva visto, aveva cominciato a riconoscere il ritmo della sua giornata che si ripeteva sempre uguale, e a capire che se non lo avesse cambiato, non sarebbe mai cambiato nemmeno come si sentiva al risveglio.

Mi disse, un po' vergognandosi di ammetterlo, che non ordinava più cibo a domicilio. Con quello che risparmiava comprava ingredienti migliori e cucinava a casa. Con il nuovo ritmo aveva bisogno di lavorare meno ore, tornava prima, mangiava prima, andava a dormire prima, si svegliava presto per allenarsi, non più sei mesi l'anno ma tutto l'anno. Faceva una colazione abbondante ed equilibrata, senza più i cali glicemici da coprire con zuccheri e eccitanti, e aveva energia costante durante il giorno. I suoi miglioramenti non li avevo notati solo io: al lavoro le avevano dato più responsabilità.

Un approccio integrato, non a compartimenti

Era, ovviamente, il momento di chiudere la terapia. Ma fu l'ennesima conferma che non si sta bene a trecentosessanta gradi se i cambiamenti restano fuori da alcune aree della vita. Fu anche uno dei motivi per cui tornai a studiare: per offrire un approccio che dicesse fin dall'inizio che per me non esiste una persona pienamente soddisfatta della propria vita se non lo è insieme nella mente, nel corpo e nello spirito. Studiai la fisiologia del corpo con la biomedicina, la naturopatia, e oggi offro anche l'health coaching insieme alla psicoterapia, come approccio integrato.

Marianna

C'è un periodo dell'anno in cui torni a occuparti di te, e un altro in cui te lo dimentichi quasi del tutto? E a te, è mai capitato di tenere separate due parti della tua vita, convinta che l'una potesse stare bene senza l'altra?

Questo articolo fa parte di Parole sulla soglia, la mia rubrica settimanale per donne italiane all'estero: arriva prima via email, ogni domenica. Se vuoi riceverla, scrivimi in privato.


Sono psicoterapeuta italiana a Londra, MA (Hons), Adv. Dip. Cons., MBACP: Full Member del British Association for Counselling and Psychotherapy (n. 572613), con una specializzazione in X-Cultural Adaptation Counselling, il counselling sull'adattamento tra culture, oltre a qualifiche in Therapeutic Counselling (CPCAB, City & Islington College), Advanced Hypnotherapy (GHSC/CMA, Holistic Healing College), Energy Psychology Techniques, Spiritual Life Coaching (CMA) e un Level 5 Health Coaching Diploma (CNM London, Ofqual). Ho studiato Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Salerno prima di specializzarmi in psicologia, e ho iniziato il mio percorso clinico nel 2003, oltre vent'anni fa, con adolescenti a Youth Reach (Greenwich), adulti vulnerabili a Mind (Tower Hamlets) e bambini a The Place2Be (Cricklewood), prima di dedicarmi alla pratica privata. Da quattro anni conduco anche il Death Cafe mensile alla Rosslyn Hill Chapel, comunità spirituale unitariana a Hampstead. Offro counselling, ipnoterapia e health coaching in italiano, inglese e napoletano: a Londra, anche come Walk and Talk a Hampstead Heath, oppure online, per donne italiane all'estero in qualsiasi parte del mondo, oltre a chiunque viva la sfida del burnout, della solitudine, o porti la fatica invisibile di tradurre se stesse ogni giorno: la propria lingua, le proprie emozioni, chi è, nel tentativo di sentirsi finalmente a casa in se stessa.


Se vuoi saperne di più su come lavoro, trovi tutte le informazioni su Counselling & Hypnotherapy in Kentish Town, Gospel Oak & Online. Leggi anche: Il movimento come dialogo con il corpo: quello che ho imparato dal tai chi e dalle mie camminate quotidiane la puntata precedente della stessa serie sulla medicina dello stile di vita.

Get in touch


Feel free to contact me if you have any questions about how counselling, hypnotherapy or life coaching works, or to arrange an initial assessment appointment. This enables us to discuss the reasons you are thinking of coming, whether it could be helpful for you and whether I am the right therapist to help.


You can also call me on 07766551804 if you would prefer to leave a message or speak to me first. I am happy to discuss any queries or questions you may have before arranging an initial appointment.


All enquiries are usually answered within 2 hours, and all contact is strictly confidential and uses secure phone and email services.

BACP Logo
The Growing mindset

©2026 Marianna Trezza

Privacy Notice

powered by WebHealer